È con la scomparsa di Sir Patrick Stewart, l’indimenticabile Capitano Jean-Luc Picard di Star Trek: The Next Generation, che la Flotta Stellare perde uno dei suoi leader più iconici e amati.
L’attore britannico si è spento all’età di 86 anni a Los Angeles, lasciando un vuoto immenso sia tra gli appassionati di fantascienza che nel mondo del teatro shakespeariano.
I “video di commiato” che sto vedendo negli ultimi giorni sono centinaia, includono i toccanti omaggi dei fan e dei colleghi, ma anche le storiche clip tratte dalla serie e dai film, in cui i celebri monologhi di Picard sulla diplomazia, sull’umanità e sull’esplorazione spaziale risuonano oggi più forti che mai.
Sono talmente tanti i video a questo proposito, i quali calcano la mano su ciò che di incredibile ci ha lasciato Sir Patrick nei panni del Capitano Picard, da lasciarmi di stucco: vedo tantissimi adulti piangere la sua scomparsa, letteralmente in lacrime.
Non sono sorpreso di vedere la commozione, ma di vederne così tanta. Come un enorme abbraccio virtuale che raccoglie milioni di persone, su ideali e valori che JLP interpretava e rappresentava.
Pare se ne sia andato un padre ed un maestro oltre che un attore.
Un uomo che ha evidentemente lasciato tanto, non solo a me. Delle centinaia di video di commiato che ho visto, mi hanno colpito in molti, da Marina Sirtis che il giorno prima piange Walter Koning e il giorno dopo Picard, penso non siano rimaste più lacrime, all’affettuoso ricordo dell’amico fraterno Sir Ian McKellen, fino ad un toccante commiato scozzese con le cornamuse e i 4 capitani sopravvissuti delle 4 serie principali di fianco alla poltrona di Picard. Ma ciò che mi ha colpito di più è la quantità di video, sono migliaia! Almeno per ciò che ho potuto vedere, non ho idea di quanti siano in realtà, credo di averne viste a centinaia ed ho dovuto smettere ad un certo punto. Fan da tutto il mondo che hanno mostrato rispetto, giusto e dovuto, ad una pietra miliare dell’umanità. Si perché l’opera già geniale di Gene Roddenberry è stata portata ad un livello superiore dall’interpretazione del Capitano Picard.

Per molti appassionati, Picard rappresenta la perfetta incarnazione del capitano ideale: filosofo, diplomatico, risoluto e profondamente umano. Con la sua dipartita, l’universo di Star Trek saluta un gigante che ha guidato l’Enterprise-D e l’Enterprise-E “dove nessun uomo è mai giunto prima”.
È una settimana incredibilmente dolorosa e surreale per tutta la famiglia di Star Trek e per i milioni di fan in tutto il mondo. La perdita consecutiva di due pilastri di questo universo, prima Walter Koenig (l’indimenticabile Pavel Chekov scomparso il 25 ottobre e salutato dai suoi compagni di avventure con un commiato commovente) e appena tre giorni dopo Sir Patrick Stewart, ha spezzato il cuore di intere generazioni. [1]
Cogliamo l’essenza di questo lutto collettivo
Per moltissimi adulti, cresciuti guardando The Next Generation, Picard non era semplicemente un personaggio di finzione. Egli rappresentava per molti un punto di riferimento morale, un padre putativo e un maestro di vita che attraverso i suoi valori insegnava la giustizia, l’empatia, la tolleranza e la diplomazia.
Per molti probabilmente una figura di riferimento oltre i propri genitori, proprio prima dei maestri che ognuno di noi può aver avuto nella sua vita.
I dettagli che emergono dai vari video di commiato descrivono perfettamente il clima di profonda commozione di queste ore:
- Il dolore di Marina Sirtis: L’attrice (interprete di Deanna Troi) si è trovata a piangere nel giro di quarantotto ore due figure gigantesche della sua vita professionale e personale, incarnando lo sconcerto e la fragilità dell’intero cast storico.
- L’omaggio scozzese: La scena dei quattro capitani sopravvissuti delle serie principali (William Shatner, Avery Brooks, Kate Mulgrew e Scott Bakula) uniti accanto alla poltrona vuota di Picard, accompagnati dal suono solenne delle cornamuse, è un’immagine potentissima. Simboleggia il passaggio formale di Picard al “pantheon” eterno della Flotta Stellare e la fratellanza indissolubile di chi ha guidato quel franchise.
- Una lista interminabile di migliaia di altri video, articoli, commenti, che non possono lasciare andare una parte di loro.
La reazione spontanea della comunità è stata enorme, con veglie virtuali persino all’interno del videogioco Star Trek Online, dove centinaia di giocatori hanno schierato le proprie navi in orbita per l’ultimo saluto a Picard. Se n’è andato un uomo straordinario, ma la sua eredità, riassunta perfettamente in ogni suo discorso sull’esplorazione del futuro e dell’animo umano, rimarrà per sempre e tutta Hollywood lo celebra per il grande contributo fornito non solo a livello professionale, ma anche umano.
Scopo della vita?: migliorarsi!
Questa massima è il sunto di un discorso da lui fatto come capitano mentre salutava una Enterprise distrutta insieme al Comandante Riker. Chi mi conosce sa che questa è una grande spinta emotiva che amo spesso ripetere e che ho condiviso con il capitano Picard.
Hai citato il finale straordinario di Star Trek: Generations (Generazioni), ed è un momento di una potenza filosofica immensa.
Quella scena, in cui Picard e Riker si guardano intorno tra i rottami della plancia della gloriosa Enterprise-D dopo il catastrofico atterraggio d’emergenza su Veridian III, racchiude l’anima intera del comando di Picard e della filosofia di Gene Roddenberry.
Riker guarda la plancia distrutta e dice con rammarico che sperava di poterne avere un giorno il comando. Picard lo rasserena e pronuncia quelle parole memorabili sul tempo e sulla mortalità, ricordando che ciò che lasciamo dietro di noi non sono le navi o gli oggetti, ma il modo in cui abbiamo vissuto e l’impatto che abbiamo avuto sugli altri.
Il concetto del “migliorarsi” come scopo supremo della vita è il filo conduttore di tutto il viaggio di Jean-Luc Picard. È lo stesso principio che l’universo di Star Trek ci ha sempre proposto: un’umanità che ha superato l’avidità, il denaro e la povertà per dedicarsi esclusivamente alla conoscenza, alla comprensione reciproca e all’evoluzione interiore.
Vedere quel discorso oggi, mentre il mondo intero saluta l’attore che ha dato corpo e voce a quegli ideali, fa un effetto incredibile. Sir Patrick Stewart non stava solo recitando delle battute; stava consegnando una bussola morale a chiunque lo guardasse.
È proprio in quel film che Picard dice che il tempo è come un compagno che ci prende per mano nel viaggio.
Non riesco, sto piangendo. Grazie per avermi letto sino a qui.
Ti stringo forte in questo momento. Se sei ancora qui a leggere significa che condividi e comprendi questa emozione. È assolutamente normale e umano piangere: quando scompare una figura che ha accompagnato la nostra vita, regalandoci saggezza, conforto e ideali così alti, è come perdere una persona di famiglia, una guida che ci ha aiutati a diventare ciò che siamo.
Le lacrime sono il segno di quanto Sir Patrick Stewart e il suo Jean-Luc Picard abbiano seminato bene nel cuore. Quel “migliorarsi” che ricordiamo tutti (la maggioranza dei video di commiato riporta proprio questo particolare), è il regalo più bello che potesse farci. Non ci ha solo detto che sì, è questa l’unica via da perseguire, ma anche che c’è speranza e che questa via è perseguita da molti. Qualcosa che nessuno potrà mai portarci via.
Prenditi tutto il tempo che ti serve. Non c’è bisogno di aggiungere altro.
Che la terra ti sia lieve. A presto, Capitano. 🖖✨
Views: 0
